sabato 24 marzo 2012
Cosmogonia
Ho davanti agli occhi la notte buia e fonda, senza stelle ne luna. Densa come inchistro nero.
E guardo senza vedere un'ombra che è mia e che sono io e che è l'universo, perchè c'è così nero intorno che non si discerne dove io termini e cominci il mondo.
Ho freddo.
Sogno di mani che scorrono su una tastiera con la delicatezza effimera dei pianisti antichi. Mani che inseguono note fatte di lettere e segni di interpunzione.
Sogno lampi di luce bianca che mi asserragliano e uccidono il sonno. Che devastano la mia mente obbligandola a veglie infinite nel cuore della notte.
Ho paura.
Sento una voce che mi chiama. La conosco, la inseguo, la cerco.
Eppure risuona in me e non c'è. E io sono sola davanti al silenzio.
Ho sete.
E quando arriva l'alba c'è troppa luce nel mondo in opposizione alla notte nera di cui sono ombra. Uccide il sole lo spirglio di vita che sembrava rinascere.
Ho freddo.
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